IUS ET SALUS - Periodico online di diritto sanitario e farmaceutico

Diritti, programmazione, organizzazione e qualità dei servizi

“In presenza di una grave carenza di personale medico e nel contesto della pandemia, legittima è la riorganizzazione temporanea del servizio di continuità assistenziale da parte dell'Azienda Sanitaria, anche senza previo accordo sindacale, purché la modifica sia condivisa e adeguatamente trattata con le parti sociali in seno al Comitato Aziendale.”



Dove non si tratta di prestazioni erogate in regime di accreditamento a carico del SSR e dove non vengono in diretto rilievo i criteri di contenimento della spesa sanitaria, una politica di contingentamento dell'offerta sanitaria non è, in via di principio, configurabile né, tanto mento, è attuabile.



Il presupposto essenziale per l’accreditamento istituzionale di nuove strutture risiede nell’accertamento dell’effettivo bisogno assistenziale in relazione alla programmazione sanitaria e al tetto massimo di spesa consentito.



Gli enti associativi esponenziali, iscritti nello speciale elenco delle associazioni rappresentative di utenti o consumatori oppure in possesso dei requisiti individuati dalla giurisprudenza, sono legittimati ad esperire azioni a tutela degli interessi legittimi collettivi di determinate comunità o categorie.



La disciplina della responsabilità amministrativa ricerca un punto di equilibrio tale da rendere, per dipendenti ed amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo […] e può non essere fissato dal legislatore una volta per tutte, ma modulato in funzione del contesto istituzionale, giuridico e storico in cui opera l’agente pubblico.



La cura e la gestione del Servizio sanitario è attività riservata all'Amministrazione che in materia esercita la più ampia discrezionalità e le cui scelte di governo vanno finalizzate al buon funzionamento della complessiva organizzazione preposta alla cura della salute dei cittadini.



La Regione Basilicata, quale soggetto attuatore dei piani e dei progetti facenti parte del PNRR, ha agito in conformità a quanto previsto dall’art. 56, comma 2, del D.L. n. 77/2021, che individua nel “Contratto istituzionale di Sviluppo (CIS)” lo strumento per attuare i programmi indicati nel PNRR.



Il conseguimento dell’accreditamento istituzionale non comporta necessariamente l’assegnazione di un budget.



L’abrogazione della disposizione impugnata, ove non abbia trovato medio tempore applicazione, determina la cessazione della materia del contendere.



La legge statale permette […] non una politica regionale autonoma sulla pandemia… ma la sola disciplina (restrittiva o ampliativa che sia), che si dovesse imporre per ragioni manifestatesi dopo l’adozione di un d.P.C.m., e prima che sia assunto quello successivo. […] Ciò può accadere per mezzo di atti amministrativi, in ragione della loro flessibilità.



Nel pubblico impiego privatizzato vige il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale, in virtù del quale il trattamento economico remunera tutte le funzioni e i compiti attribuiti.



È controversa l’adeguatezza del numero di ore di terapia ABA inserite nel piano terapeutico e assegnate al minore dalla resistente amministrazione. Di conseguenza, è esclusa la diretta individuazione del detto monte ore da parte del giudice amministrativo, il quale può sindacare le scelte discrezionali dell’Amministrazione, ove viziate per i profili ordinari di violazione di legge e/o eccesso di potere.



L’art. 51, comma 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, avendo introdotto una norma innovativa a efficacia retroattiva, al fine specifico di incidere su giudizi pendenti in cui era parte la stessa amministrazione pubblica, e in assenza di ragioni imperative di interesse generale, si è posta in contrasto con i principi del giusto processo e della parità delle parti in giudizio …., nonché con i principi di eguaglianza, ragionevolezza e certezza.



In caso di accertata insussistenza dell'ipotesi di mobbing in ambito lavorativo, il giudice del merito deve accertare se sussista un'ipotesi di responsabilità del datore di lavoro per non avere adottato tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, erano possibili e necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore.



Risulta un procedimento carente sul piano istruttorio, quando completamente amputato di ogni forma di confronto sui profili critici rilevati, in spregio ai canoni di collaborazione e buona fede che devono informare i rapporti tra Amministrazione e privati.



Disporre o meno l’accreditamento istituzionale, ovvero gestire direttamente i pazienti è una scelta che non può essere oggetto di reclamo giudiziario, da parte di una struttura cui è stato negato l’accreditamento istituzionale con la motivazione che l’ente intende gestire direttamente le terapie ai pazienti in dialisi.



Il “fabbisogno di assistenza” (va interpretato) in una prospettiva di efficienza e di migliore allocazione delle risorse pubbliche disponibili, senza limitare ingiustificatamente la libertà di iniziativa economica introducendo indebite restrizioni quantitative al numero di operatori.



L'accreditamento non è la fonte diretta del rapporto contrattuale, ma è condizione di legittimità degli accordi successivamente stipulati tra le parti, i quali hanno le caratteristiche del contratto a favore di terzi, ad esecuzione continuata e a prestazioni corrispettive […].



Orbene, come già evidenziato in controversie analoghe (TAR Roma n. 3648/2019 e 8250/2018) l’autorizzazione de qua “non discende in forma automatica dalla richiesta del paziente interessato, ma da una valutazione tecnica, basata su apprezzamenti complessi e non scevri da giudizi opinabili, resi da organismi con appropriata composizione alla luce dello stato dell'arte medica e dell'effettiva capacità di trattamento del paziente in Italia” (Cons. di Stato, sez. III, 12 aprile 2013, n. 1989).



I controlli svolti dalla Regione in base alla disciplina di cui al DCA n.40/2012 rispondono a finalità diverse rispetto a quelli effettuati dalla ASL in via straordinaria per prevenire forme di responsabilità erariale o penale. Il sistema dei controlli a campione rappresenta un meccanismo ragionevole e correntemente utilizzato in considerazione della sostanziale impossibilità di effettuare controlli sulla intera produzione.



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