IUS ET SALUS - Periodico online di diritto sanitario e farmaceutico

Diritti, programmazione, organizzazione e qualità dei servizi

La Regione Basilicata, quale soggetto attuatore dei piani e dei progetti facenti parte del PNRR, ha agito in conformità a quanto previsto dall’art. 56, comma 2, del D.L. n. 77/2021, che individua nel “Contratto istituzionale di Sviluppo (CIS)” lo strumento per attuare i programmi indicati nel PNRR.



Il conseguimento dell’accreditamento istituzionale non comporta necessariamente l’assegnazione di un budget.



L’abrogazione della disposizione impugnata, ove non abbia trovato medio tempore applicazione, determina la cessazione della materia del contendere.



La legge statale permette […] non una politica regionale autonoma sulla pandemia… ma la sola disciplina (restrittiva o ampliativa che sia), che si dovesse imporre per ragioni manifestatesi dopo l’adozione di un d.P.C.m., e prima che sia assunto quello successivo. […] Ciò può accadere per mezzo di atti amministrativi, in ragione della loro flessibilità.



Nel pubblico impiego privatizzato vige il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale, in virtù del quale il trattamento economico remunera tutte le funzioni e i compiti attribuiti.



È controversa l’adeguatezza del numero di ore di terapia ABA inserite nel piano terapeutico e assegnate al minore dalla resistente amministrazione. Di conseguenza, è esclusa la diretta individuazione del detto monte ore da parte del giudice amministrativo, il quale può sindacare le scelte discrezionali dell’Amministrazione, ove viziate per i profili ordinari di violazione di legge e/o eccesso di potere.



L’art. 51, comma 3 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, avendo introdotto una norma innovativa a efficacia retroattiva, al fine specifico di incidere su giudizi pendenti in cui era parte la stessa amministrazione pubblica, e in assenza di ragioni imperative di interesse generale, si è posta in contrasto con i principi del giusto processo e della parità delle parti in giudizio …., nonché con i principi di eguaglianza, ragionevolezza e certezza.



In caso di accertata insussistenza dell'ipotesi di mobbing in ambito lavorativo, il giudice del merito deve accertare se sussista un'ipotesi di responsabilità del datore di lavoro per non avere adottato tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, erano possibili e necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore.



Risulta un procedimento carente sul piano istruttorio, quando completamente amputato di ogni forma di confronto sui profili critici rilevati, in spregio ai canoni di collaborazione e buona fede che devono informare i rapporti tra Amministrazione e privati.



Disporre o meno l’accreditamento istituzionale, ovvero gestire direttamente i pazienti è una scelta che non può essere oggetto di reclamo giudiziario, da parte di una struttura cui è stato negato l’accreditamento istituzionale con la motivazione che l’ente intende gestire direttamente le terapie ai pazienti in dialisi.



Il “fabbisogno di assistenza” (va interpretato) in una prospettiva di efficienza e di migliore allocazione delle risorse pubbliche disponibili, senza limitare ingiustificatamente la libertà di iniziativa economica introducendo indebite restrizioni quantitative al numero di operatori.



L'accreditamento non è la fonte diretta del rapporto contrattuale, ma è condizione di legittimità degli accordi successivamente stipulati tra le parti, i quali hanno le caratteristiche del contratto a favore di terzi, ad esecuzione continuata e a prestazioni corrispettive […].



Orbene, come già evidenziato in controversie analoghe (TAR Roma n. 3648/2019 e 8250/2018) l’autorizzazione de qua “non discende in forma automatica dalla richiesta del paziente interessato, ma da una valutazione tecnica, basata su apprezzamenti complessi e non scevri da giudizi opinabili, resi da organismi con appropriata composizione alla luce dello stato dell'arte medica e dell'effettiva capacità di trattamento del paziente in Italia” (Cons. di Stato, sez. III, 12 aprile 2013, n. 1989).



I controlli svolti dalla Regione in base alla disciplina di cui al DCA n.40/2012 rispondono a finalità diverse rispetto a quelli effettuati dalla ASL in via straordinaria per prevenire forme di responsabilità erariale o penale. Il sistema dei controlli a campione rappresenta un meccanismo ragionevole e correntemente utilizzato in considerazione della sostanziale impossibilità di effettuare controlli sulla intera produzione.



Deve essere corrisposta la specifica indennità retributiva prevista dall'art. 17, comma 5, del CCNL dirigenza medica 2002- 2005, in caso di svolgimento sistematico per anni di turni di pronta disponibilità in misura smodatamente eccedente la regola ordinaria, specie laddove non bilanciato – nel caso di turni festivi – da riposi compensativi, ben può comportare la sottoposizione a notevole stress psicofisico con ripercussioni sia sulla qualità di lavoro che sulla qualità della propria vita privata e di relazione.



È onere precipuo ed inderogabile della azienda sanitaria quello di fornire i servizi assistenziali conseguenti allo stato patologico come accertato e documentato, nel caso di specie, dalla relazione redatta dalla Dipartimento di Salute Mentale e dipendenze patologiche sopra riportata. Si tratta, in buona sostanza, di un atto prodromico, necessario e strettamente connesso all’attivazione della prestazione sanitaria in favore del disabile.



Nell’attesa che la Corte costituzionale si pronunci su una rilevante questione di legittimità rimessale dal Tar Lazio in tema di payback applicato ai dispositivi medici, l’autore svolge alcune riflessioni di carattere sistematico sui sistemi di controllo della spesa pubblica anche attraverso il raffronto con altre misure di prelievo previste a carico degli operatori di settore quali, in particolare, il c.d. fondo 0,75.



Il rispetto della distanza di 3.000 metri dalle farmacie esistenti non può intendersi in modo rigido. La zona nelle quali collocarle deve tener conto della necessità di assicurare un’equa distribuzione sul territorio, tenendo altresì conto dell'esigenza di garantire l'accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate.



Va accolta l’istanza risarcitoria di danno non patrimoniale, patito tanto dai genitori quanto dalla minore disabile, quale conseguenza diretta ed immediata della mancata evasione dell’istanza tendente alla predisposizione in favore di quest’ultima, riconosciuta portatrice di “handicap in situazione di gravità”, ex art. 3 comma 3 L. n. 104/92, del cd. progetto individuale di vita di cui all’art. 14 L. n. 328/2000.



L’articolo traccia un bilancio dell’esperienza pandemica alla luce delle coordinate costituzionali, soffermandosi sulle emergenze sanitarie con le relative questioni definitorie e regolatorie attraverso l’analisi delle misure adottate per contrastare la diffusione del coronavirus e le connesse ripercussioni sul sistema delle fonti, sul riparto di competenze fra i poteri dello Stato e sul sistema amministrativo, senza dimenticare le implicazioni sovranazionali e dando il dovuto risalto ai fattori centrali per le future politiche in materia, fra cui le funzioni di prevenzione e le nuove declinazioni del diritto alla tutela della salute.



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