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Riparto di competenze

La Regione Basilicata, quale soggetto attuatore dei piani e dei progetti facenti parte del PNRR, ha agito in conformità a quanto previsto dall’art. 56, comma 2, del D.L. n. 77/2021, che individua nel “Contratto istituzionale di Sviluppo (CIS)” lo strumento per attuare i programmi indicati nel PNRR.



La materia «tutela della salute» può consentire alla Regione di prevedere un onere concernente l’installazione di impianti di videosorveglianza […] ma certo non autorizza la Regione a operare una cernita delle fonti rilevanti e a dettare essa stessa le regole concernenti i citati ambiti.



L’abrogazione della disposizione impugnata, ove non abbia trovato medio tempore applicazione, determina la cessazione della materia del contendere.



Il giorno 24 aprile 2024, la XII Commissione, Affari Sociali, della Camera dei Deputati ha esaminato la proposta di legge, recante “Disposizioni per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale in attuazione dei princìpi di universalità, eguaglianza ed equità (esame C. 1741 Schlein - rell. Furfaro e Loizzo)”, per la quale non erano previste votazioni, presentata alla Camera dei Deputati in data 26 febbraio 2024 e assegnatale in sede Referente il 12 marzo 2024. Composta da 4 articoli mira a introdurre disposizioni per il sostegno finanziario del Servizio sanitario nazionale in attuazione dei principi di universalità, eguaglianza ed equità.



La legge statale permette […] non una politica regionale autonoma sulla pandemia… ma la sola disciplina (restrittiva o ampliativa che sia), che si dovesse imporre per ragioni manifestatesi dopo l’adozione di un d.P.C.m., e prima che sia assunto quello successivo. […] Ciò può accadere per mezzo di atti amministrativi, in ragione della loro flessibilità.



La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in data 04/04/2024, ha espresso la propria «Posizione sullo schema di conversione in legge del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”», Parere ex art. 9, comma 3, D.L. 28 agosto 1997, n. 281 [Punto 3) Odg Conferenza Unificata].



La disposizione regionale sulla determinazione del massimale di assistiti per ciascun medico di assistenza primaria in aree disagiate ha una ratio organizzativa, in funzione di tutela della salute, che persegue cercando di assicurare la medicina di prossimità anche agli abitanti delle zone carenti.



È onere precipuo ed inderogabile della azienda sanitaria quello di fornire i servizi assistenziali conseguenti allo stato patologico come accertato e documentato, nel caso di specie, dalla relazione redatta dalla Dipartimento di Salute Mentale e dipendenze patologiche sopra riportata. Si tratta, in buona sostanza, di un atto prodromico, necessario e strettamente connesso all’attivazione della prestazione sanitaria in favore del disabile.



Va accolta l’istanza risarcitoria di danno non patrimoniale, patito tanto dai genitori quanto dalla minore disabile, quale conseguenza diretta ed immediata della mancata evasione dell’istanza tendente alla predisposizione in favore di quest’ultima, riconosciuta portatrice di “handicap in situazione di gravità”, ex art. 3 comma 3 L. n. 104/92, del cd. progetto individuale di vita di cui all’art. 14 L. n. 328/2000.



L’articolo traccia un bilancio dell’esperienza pandemica alla luce delle coordinate costituzionali, soffermandosi sulle emergenze sanitarie con le relative questioni definitorie e regolatorie attraverso l’analisi delle misure adottate per contrastare la diffusione del coronavirus e le connesse ripercussioni sul sistema delle fonti, sul riparto di competenze fra i poteri dello Stato e sul sistema amministrativo, senza dimenticare le implicazioni sovranazionali e dando il dovuto risalto ai fattori centrali per le future politiche in materia, fra cui le funzioni di prevenzione e le nuove declinazioni del diritto alla tutela della salute.



Integra la truffa aggravata la condotta del dirigente medico all’interno di un ospedale, che effettui prestazioni mediche a pagamento in regime privatistico presso lo stesso nosocomio e ambulatori privati, così procurando un danno alla A.S.L..



La rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte costituita, determina, ai sensi dell’art. 25 delle Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale, l’estinzione del processo.



La modifica della disposizione oggetto di questione di legittimità costituzionale in via principale, intervenuta in pendenza di giudizio, determina la cessazione della materia del contendere quando ricorrono simultaneamente due condizioni: il carattere satisfattivo delle pretese avanzate con il ricorso e la mancata applicazione medio tempore della disposizione impugnata.



Il contributo analizza i contenuti del disegno di legge governativo, portato di recente all’esame del Parlamento, avente ad oggetto l’attuazione dell’autonomia regionale differenziata, muovendo dalla considerazione delle competenze legislative trasversali dello Stato già sperimentate in materia sanitaria e socio-sanitaria, fra cui la determinazione dei livelli essenziali di assistenza, al fine di desumerne i presupposti e i limiti entro cui l’attribuzione di ulteriori poteri normativi alle Regioni potrà avere luogo.



Le carenze motivazionali determinano l’inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale promosse, per genericità, insufficiente motivazione a fondamento delle censure nonché mancata e/o erronea indicazione dei parametri interposti.



La disciplina statale delle modalità di conferimento e di cessazione degli incarichi di direttore sanitario e di direttore amministrativo degli enti del SSN e, in particolare, degli IRCCS, per sopraggiunti limiti di età, attiene all’organizzazione e alla gestione dei servizi sanitari e, di riflesso, anche all’efficienza degli stessi, esprimendo un principio fondamentale in materia di tutela della salute.



Con il Report-Osservatorio n. 1/2023 la Fondazione GIMBE ha pubblicato le prime riflessioni sull’impatto che lo Schema di disegno di legge recante ‘Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario’ del 30/01/2023 potrebbe produrre nel settore sanitario.



L’autrice analizza la recente decisione con cui la Corte costituzionale, giudicando della legittimità di alcune norme della Regione Puglia, ha fissato i criteri cui i legislatori regionali devono attenersi, laddove l’ente sia sottoposto a piano di rientro, nel prevedere l’erogazione gratuita di prestazioni rientranti nel novero dei livelli essenziali delle prestazioni definiti a livello statale.



Gli autori delineano i fondamenti della legislazione in materia di mercato farmaceutico, con particolare riferimento al livello regolatorio europeo e alla necessità di apportare dei correttivi capaci di contrastare i fenomeni distorsivi che, vulnerando la libertà di concorrenza, impediscono il peno ed efficace dispiegarsi delle politiche di ricerca e sviluppo in un settore nevralgico per la crescita socio-economica del Paese e della stessa UE.



L’autore prende spunto dal commento alla sentenza 113/2022 della Corte costituzionale per esaminare i rapporti di natura sistematica e di tono costituzionalistico fra i diritti, i valori e le libertà fondamentali coinvolti nella disciplina dell’accreditamento istituzionale delle strutture private autorizzate, con particolare riguardo ai vincoli circa l’assunzione del personale a queste ultime imposti dal legislatore regionale quali requisiti ulteriori al cui possesso è subordinato il rilascio dell’accreditamento stesso.



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