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Sistemi costituzionali

L’articolo traccia un bilancio dell’esperienza pandemica alla luce delle coordinate costituzionali, soffermandosi sulle emergenze sanitarie con le relative questioni definitorie e regolatorie attraverso l’analisi delle misure adottate per contrastare la diffusione del coronavirus e le connesse ripercussioni sul sistema delle fonti, sul riparto di competenze fra i poteri dello Stato e sul sistema amministrativo, senza dimenticare le implicazioni sovranazionali e dando il dovuto risalto ai fattori centrali per le future politiche in materia, fra cui le funzioni di prevenzione e le nuove declinazioni del diritto alla tutela della salute.



La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto a un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, a favore di chiunque abbia riportato lesioni o infermità, da cui sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, a causa della vaccinazione contro il contagio da papillomavirus umano (HPV).



Il contributo analizza i contenuti del disegno di legge governativo, portato di recente all’esame del Parlamento, avente ad oggetto l’attuazione dell’autonomia regionale differenziata, muovendo dalla considerazione delle competenze legislative trasversali dello Stato già sperimentate in materia sanitaria e socio-sanitaria, fra cui la determinazione dei livelli essenziali di assistenza, al fine di desumerne i presupposti e i limiti entro cui l’attribuzione di ulteriori poteri normativi alle Regioni potrà avere luogo.



Prendendo spunto da un’ordinanza del Consiglio di Stato che dubita della legittimità costituzionale di una legge di interpretazione autentica suscettibile di sanare gli effetti di una delibera del CIPE resa in tema di prezzo dei farmaci, e annullata dallo stesso giudice amministrativo, l’autore ipotizza il possibile esito del giudizio davanti alla Corte costituzionale dopo aver svolto alcuni approfondimenti circa l’evoluzione storico-normativa della materia oggetto del contenzioso, rappresentata dai criteri di determinazione del prezzo dei medicinali.



Il contributo esamina in chiave critica l’impatto della decisione della Corte Suprema USA nel caso Dobbs che, superando l’orientamento precedente, ha escluso che il diritto all’aborto sia un diritto riconosciuto dalla Costituzione americana.



Muovendo dall’esperienza registrata nei Paesi Bassi durante l’emergenza sanitaria scaturita dalla propagazione del coronavirus e, in particolare, dalla considerazione degli strumenti giuridici utilizzati in quel contesto territoriale per fronteggiare la pandemia, l’articolo auspica una revisione approfondita della legislazione di emergenza costituzionale, sia per quanto riguarda le disposizioni di contrasto alle malattie infettive, sia in relazione alle altre misure legislative volte a gestire crisi eccezionali legate ad attacchi informatici e a cambiamenti climatici.



Il contributo analizza le ricadute dell’emergenza pandemica da Covid-19 sul grado di effettiva attuazione del diritto costituzionale alla tutela della salute, soffermando l’attenzione sul bilanciamento fra quest’ultimo e gli altri diritti costituzionalmente protetti e sulle misure che nel dibattito politico e istituzionale vengono accreditate come le più idonee a riformare in modo adeguato il sistema sanitario, quali, in particolare, il potenziamento della sanità digitale e dell’assistenza territoriale.



Il contributo analizza, dalla prospettiva dell’ordinamento portoghese, i tratti caratteristici dello stato di eccezione o emergenza atto a fronteggiare le problematiche nascenti dall’emergenza sanitaria di natura pandemica, quale quella causata dalla diffusione del coronavirus, concentrando l’attenzione, in particolare, sulla tenuta del sistema costituzionale quanto al rispetto del principio di proporzionalità e dei diritti fondamentali dell’individuo, nonché del riparto delle competenze fra i livelli territoriali di governo e del dialogo istituzionale fra le corti.



Il contributo indaga, nella prospettiva dell’ordinamento rumeno, la recente esperienza pandemica secondo la duplice chiave di lettura dell’emergenza sanitaria e del grado di capacità degli Stati di regolare il fenomeno, confrontandosi con la scienza e con le esigenze di tutela delle libertà fondamentali delle persone, attraverso una disciplina giuridica non di rado passata al vaglio critico delle corti giudiziarie.



Il contributo si prefigge l’obiettivo di individuare soluzioni costituzionalistiche idonee a contrastare il diffondersi di emergenze pandemiche come l’epidemia da Covid-19. L’autrice offre una panoramica sulle disposizioni della Costituzione polacca, che non prevede gli stati epidemici quali basi giuridiche per la limitazione dei diritti umani, e svolge un’analisi critica delle restrizioni pur tuttavia apportate ai diritti e alle libertà fondamentali durante la stagione del coronavirus.



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